Commercio al dettaglio

Fatturato in aumento per il 65% delle imprese

Il dato aggregato è migliorato del 4 per cento rispetto all’anno precedente. Ed è risultata in lieve crescita anche la marginalità

di Alessandro Bernabucci ed Elisa Pasqui

Il settore del commercio al dettaglio delle imprese di Bologna e provincia registra un andamento pressoché costante che potremmo definire tendenzialmente positivo rispetto al precedente esercizio. Infatti, ancorché il campione sia piuttosto eterogeneo, più dell’65% delle imprese ha riscontrato un incremento del proprio fatturato, e il dato aggregato è migliorato di circa il 4% rispetto all’anno precedente considerando il valore mediano, accompagnato da una marginalità in termini di EBITDA in lieve miglioramento rispetto all’esercizio precedente.

Infatti, più della metà delle imprese del settore ha migliorato il proprio risultato d’esercizio e, in termini di redditività, il ROI – indice che misura la redditività degli investimenti – ha subìto un incremento pari a circa 1,5 punti percentuali rispetto al precedente esercizio, con un ROS – che indica quanta parte del fatturato d’esercizio si è trasformata in risultato operativo – in lieve miglioramento, considerando per entrambi gli indici i rispettivi valori mediani.

Circa la metà delle aziende ha ampliato il proprio organico

Dall’analisi della situazione finanziaria si evince che il rischio finanziario delle imprese del settore è piuttosto contenuto, con un rapporto di indebitamento che si attesta su livelli ragionevoli, 2,46 considerando il valore mediano. Anche l’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato permane mediamente bassa e stabile.

Positivo è il dato sull’occupazione, che registra un incremento a livello aggregato, con circa la metà delle aziende del campione (e di cui sono disponibili i dati) che hanno ampliato il proprio organico.

Il rischio finanziario delle aziende del settore è piuttosto contenuto

In conclusione, nella passata edizione abbiamo auspicato un miglioramento della redditività del settore in commento che però tarda ad arrivare. Ci auguriamo tuttavia che la domanda interna delle famiglie con riferimento ai beni commercializzati dalle imprese del settore del commercio al dettaglio possa resistere, nonostante la difficile situazione e contesto economico che tutti gli operatori (sia imprese che privati) si sono trovati ad affrontare in conseguenza all’emergenza sanitaria epidemiologica legata al diffondersi del Covid-19.

Indici, segno più per ROI e ROS

Bene anche il dato sui posti di lavoro. L’incognita della domanda

1. Il ROI

L’indice che misura la redditività degli investimenti ha subìto un incremento pari a circa 1,5 punti percentuali rispetto al precedente esercizio.

2. Il ROS

L’indice che indica quanta parte del fatturato d’esercizio si è trasformata in risultato operativo è in lieve miglioramento. Si è considerato, come per il ROI, il valore mediano.

3. Occupazione

Il dato sull’occupazione registra un incremento a livello aggregato, con circa la metà delle aziende del campione (e di cui sono disponibili i dati) che hanno ampliato il proprio organico.

4. Prospettive

L’auspicio è che la domanda interna delle famiglie – con riferimento ai beni commercializzati dalle imprese del commercio al dettaglio – possa resistere, nonostante la difficile situazione e il contesto economico che tutti gli operatori si sono trovati ad affrontare.