Meccanica

Niente picchi: vengono consolidati i numeri già raggiunti

Dal lato dei ricavi si osserva una contrazione del dato aggregato che passa dai complessivi 11 miliardi di euro a 10,5 miliardi

di Matteo Bigliardi e Federico Polini

Anche per il 2019, il settore della meccanica conferma la propria importanza nel tessuto economico bolognese racchiudendo oltre il 22,5% del totale del campione delle Top 500. Dopo anni di crescita continua e costante, il confronto tra 2018 e 2019 mostra un consolidamento dei risultati già raggiunti, senza particolari picchi di crescita. Iniziando dall’analisi dimensionale, si osserva un lieve calo del totale dell’attivo investito a fronte di un leggero incremento del dato mediano del patrimonio netto (15,2 milioni contro i 14,5 del 2018). Inoltre, il numero medio dei dipendenti, in crescita ma con tassi notevolmente ridotti rispetto agli esercizi precedenti, aumenta per il 63% delle imprese del campione con un incremento medio di 5 unità.

Dal lato dei ricavi si osserva una contrazione del dato aggregato che passa dai complessivi 11 miliardi di euro a 10,5 miliardi, derivante principalmente dalla riduzione registrata dalle aziende che si collocano tra la mediana ed il terzo quartile. Nella sostanza, diversamente da altri settori, sono le imprese di minori dimensioni che hanno proseguito nel trend di crescita. Anche da un punto di vista reddituale si osservano dati analoghi. Nonostante l’utile medio si attesti a 4,9 milioni (erano 4,4 nell’esercizio precedente), l’incremento è spiegato dagli ottimi risultati di poche aziende; tutti i principali quartili registrano una riduzione.

Circa il 90% delle aziende presenta un utile di esercizio

Ad ogni modo, circa il 90% delle aziende presenta un utile di esercizio, dato confortante. A livello di margini intermedi osserviamo un aumento del margine operativo lordo (media +10%, mediana +6%), coerente col positivo andamento del flusso finanziario dell’attività operativa che tocca una media di 10,5 milioni (8,7 milioni nel 2018). L’Ebit presenta un andamento stabile, denotando l’impatto delle componenti non monetarie sui risultati di periodo. Gli andamenti sopra evidenziati trovano riscontro nell’analisi degli indici di redditività che presentano valori in leggero calo, nonostante il dato mediano di Roe (9,4%) e Roi (5,6%) possa comunque provare la salute delle imprese del settore.

A livello finanziario si registra una riduzione del rischio grazie ad un generale miglioramento del rapporto di indebitamento ed una corrispondente riduzione quantitativa dell’ammontare degli oneri finanziari. Tali dati trovano conferma dall’analisi dei flussi di cassa dell’attività di finanziamento che evidenziano come, nell’anno in commento, le imprese del settore abbiano tendenzialmente rimborsato i finanziamenti già precedentemente concessi.