Idee e gioco di squadra.
La Romagna può rinascere

La crisi sta colpendo duro, occorre una visione di medio lungo periodo.
Turismo, infrastrutture e tanta fiducia per lasciarsi alle spalle il periodo buio.

di Matteo Naccari

In economia contro l’incertezza non esiste rimedio. Tra contagi che salgono, vaccini che non arrivano, governo che cambia, come si può chiedere a un imprenditore di programmare il futuro? E di investire? Impossibile. È la situazione nella quale si trova non solo la Romagna, ma una grandissima parte del mondo. Questo territorio, emerge con chiarezza dai dati analizzati nell’inserto delle Top 500, seppur riferiti al 2019, ha realtà economiche solide e con tutti i fondamentali a posto. Ci sono aziende che innovano, esportano e creano valore per l’ambiente che le circonda; oltre a essere conosciute ovunque. Punti di forza che serviranno per ribattere colpo su colpo una crisi piombata come un meteorite.

La Romagna si ritrova nel mezzo di un pantano economico con alcune delle sue eccellenze profondamente minate. Il turismo – di mare, d’arte e di collina –, sta subendo come non mai, così come, a cascata, il commercio, la ristorazione e i servizi. Cosa accadrà nei prossimi mesi non è semplice da decifrare, ma quello che è certo è che serve l’unione di tutti per ripartire. E rinascere. Storicamente in Romagna i campanili l’hanno fatta da padrone, ma mai come ora è necessario uno scatto in avanti. Da parte soprattutto della politica.

Intanto, bisogna spingere sulle infrastrutture, migliorare i collegamenti della costa con gli snodi principali della regione, in primis Bologna, dalle autostrade ai treni. A questo va aggiunta una strategia precisa per gli aeroporti, con Forlì che deve diventare un nuovo snodo per i turisti e non solo un concorrente dello scalo di Rimini. Lo stesso vale per l’arte e la cultura, sfruttando ad esempio le celebrazioni per Dante (sono i 700 anni dalla morte), le connessioni che esistono nel cibo, nel vino e così via. Il territorio romagnolo va venduto come una sola cosa, offerto come un’unica grande bellezza. Solo così è possibile rinascere e solo così, presentando l’idea di unione, si può togliere incertezza agli imprenditori. Che si sentiranno più legittimati e spinti a investire qui. Creando ricchezza e posti di lavoro.

È questa la sola strada per guardare avanti con ottimismo ridando fiducia anche a chi qui vive e ha deciso di passare la propria vita. Certo, è più facile a dirsi che a farsi, ma solo così si può avere una prospettiva. Altre soluzioni non ci sono.

NOTA DI METODO

Top 500 Romagna prende in esame le prime 500 imprese con sede legale e attività operativa nelle provincie della Romagna selezionate sulla base del fatturato nell’esercizio 2019, di cui risulta disponibile il bilancio approvato. Come già avvenuto per le scorse edizioni, sulla base delle informazioni in nostro possesso sono state incluse nel campione anche le imprese con sede legale non nelle province della Romagna ma con sede direzionale, amministrativa ed operativa nella Romagna, al fine di fornire una rappresentazione dell’economia romagnola il più accurata possibile.

Dall’analisi sono state escluse le società finanziarie (banche e assicurazioni) e le holding finanziarie (ossia le società che hanno come attività quasi esclusiva la gestione di partecipazioni in altre imprese) senza sede operativa nelle province della Romagna. Utilizzando le informazioni disponibili, inoltre, si è cercato di escludere tutte le società controllate da imprese già inserite in graduatoria.

Non siamo in grado di escludere che qualche gruppo sia stato presentato con più di una società nella graduatoria generale. I dati riportati nelle tabelle sono quelli del bilancio consolidato di gruppo, ovvero del bilancio d’esercizio, quando il bilancio consolidato non viene redatto. Solo in rari casi di irreperibilità del bilancio consolidato si è considerato quello individuale.

I dati presentati come esercizio 2019 sono relativi ai bilanci chiusi fra l’1 maggio 2019 ed il 30 aprile 2020. I dati comparativi dell’esercizio 2018 riportati nelle tabelle sono quelli acquisiti dai bilanci depositati dalle società nel 2018. Essi sono stati adeguati laddove le società avessero a loro volta prodotto un comparato 2018 diverso, per effetto della modifica di eventuali criteri di contabilizzazione ovvero del passaggio alla redazione del bilancio secondo gli IAS/IFRS. Pertanto, i dati di bilancio esaminati possono essere considerati confrontabili con quelli relativi all’esercizio precedente. Per poche imprese con prevalente attività su commessa è stato considerato il totale del valore della produzione.

Per l’individuazione iniziale delle società è stata utilizzata la banca dati AIDA, dalla quale sono stati estratti direttamente la maggior parte dei dati riportati nelle tabelle, qualora disponibili in formato digitale. È quindi possibile che alcune imprese, pur avendo i requisiti di fatturato, non siano state inserite in graduatoria per l’indisponibilità del relativo bilancio alla data di chiusura delle elaborazioni (febbraio 2020) presso la banca dati indicata. La classificazione nei diversi settori è stata effettuata utilizzando i codici ATECO attribuiti all’impresa dalla banca dati AIDA.

GLOSSARIO - LEGENDA

L’analisi è volta ad approfondire tre rilevanti caratteristiche delle maggiori imprese delle province romagnole: la dimensione, la redditività ed il rischio finanziario. Ciascuna caratteristica è studiata attraverso l’utilizzo di appositi indicatori/indici di bilancio di seguito illustrati.

DIMENSIONE AZIENDALE

1. Ricavi: è il valore complessivo dei ricavi di vendita dell’esercizio di riferimento.
2. Totale attivo: è il totale degli investimenti aziendali in essere al termine dell’esercizio. È pari al totale delle attività di stato patrimoniale.
3. Patrimonio netto: è la differenza fra attività e passività e rappresenta la valorizzazione delle risorse investite dai soci nell’impresa, direttamente attraverso il conferimento di denaro o beni e indirettamente attraverso la mancata distribuzione di utili. È pari al patrimonio netto di stato patrimoniale (patrimonio netto consolidato, in caso di bilancio consolidato).

REDDITIVITÀ

4. Utile (perdita) d’esercizio: è il risultato che sintetizza l’andamento economico dell’anno. Se positivo, significa che l’impresa ha generato beni/servizi con un valore superiore al costo di tutti i fattori produttivi impiegati nella produzione/fornitura dei medesimi. È pari all’utile/ perdita riportato in conto economico (utile/perdita consolidato, in caso di bilancio consolidato).

5. Risultato operativo (EBIT): misura il reddito complessivamente prodotto da tutti gli investimenti non finanziari dell’impresa, prima degli oneri finanziari e delle imposte. Tale risultato non è influenzato dall’indebitamento della società. È calcolato sottraendo ai ricavi di vendita tutti i costi ordinari di natura operativa.

6. Mol (EBITDA): è il Margine Operativo Lordo ed è dato dalla differenza fra i ricavi di vendita e tutti i costi di produzione, esclusi gli ammortamenti e le svalutazioni. Non tiene inoltre conto, come già l’EBIT, della gestione finanziaria e tributaria. Rappresenta un indicatore della capacità dell’azienda di generare risorse finanziarie attraverso la vendita di beni e/o servizi.

7. ROE: misura le redditività per i soci dell’impresa, ossia il rendimento del patrimonio netto. Nelle imprese (non coop) è un indice sintetico dell’efficacia gestionale. È calcolato come rapporto fra l’utile (perdita) dell’esercizio e il patrimonio netto a fine esercizio. Se il patrimonio netto è negativo, l’indice non viene calcolato.

8. ROI: misura la redditività del totale attivo, ossia quanto hanno reso gli investimenti aziendali nell’anno considerato. È calcolato come il rapporto fra il risultato operativo e il totale attivo a fine esercizio.

9. ROS: misura la redditività operativa delle vendite, ossia quanta parte del fatturato dell’esercizio si è trasformata in reddito operativo. È un indice di efficienza della gestione: più alto è il ROS, più efficiente è stata l’impresa. È calcolato come il rapporto fra il risultato operativo e i ricavi di vendita.

RISCHIO FINANZIARIO

10. Rapporto di indebitamento: misura per ogni euro di patrimonio netto, quante passività sono iscritte in stato patrimoniale. È una misura dell’indebitamento dell’impresa, che considera sia le passività finanziarie, sia le passività operative. Tanto maggiore è questo rapporto, tanto più alto è il rischio finanziario. È calcolato rapportando tutte le passività al patrimonio netto. Se il patrimonio netto è negativo, l’indice non viene calcolato.

11. Copertura degli oneri finanziari: questo indice misura quanto il margine operativo lordo copre gli oneri finanziari dell’esercizio. È calcolato rapportando il Mol (EBITDA) agli oneri finanziari dell’esercizio ed informa sulla quota di risorse derivanti dalla gestione destinate alla remunerazione dei mezzi dei terzi. Valori elevati dell’indice indicano un ridotto rischio finanziario. Se l’impresa non ha oneri finanziari e per valori prossimi allo zero, l’indice non è calcolato.